Per il terzo appuntamento della stagione la Formula 1 torna in Asia per uno degli eventi più attesi del calendario, il Gran Premio del Giappone, in programma nel fine settimana sull’affascinante circuito di Suzuka. Si tratta dell’edizione numero 39 della gara tra quelle valide per il Campionato del Mondo, la trentacinquesima a essere disputata sul tracciato a forma di otto più famoso del mondo, mentre quattro edizioni furono disputate al Fuji.

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Dal 1987, anno del suo ingresso nel Mondiale, Suzuka è diventato un classico del calendario, con gare ricche di emozioni e sfide estremamente impegnative sotto il profilo tecnico. Progettato nel 1962 dall'architetto olandese Johannes “Hans” Hugenholtz, il circuito è noto per le curve iconiche come la 130R e la Spoon, che mettono alla prova le abilità dei piloti e la bontà delle vetture. La pista presenta significativi cambi di elevazione e una combinazione di curve ad alta velocità alternate a sezioni più lente, il che rende cruciale individuare la corretta configurazione di assetto per ottenere il giusto equilibrio tra velocità e stabilità.

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Suzuka è un circuito a medio carico aerodinamico, sul quale la gestione delle gomme è fondamentale a causa delle numerose curve ad alta velocità. Il motore a combustione interna è sollecitato al massimo per circa il 70% del giro, ma anche la parte ibrida gioca un ruolo importante. La pista è anche impegnativa per i freni, con ben quattro punti di staccata, il più impegnativo dei quali si trova all'ingresso della chicane finale.

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Inoltre, la pioggia è spesso un fattore decisivo, e le previsioni per il weekend del Gran Premio del Giappone 2025 non la escludono. La superficie del tracciato offre generalmente ottima aderenza, ma le condizioni meteo potrebbero cambiare le carte in tavola. Negli ultimi anni, la maggior parte dei piloti ha optato per partire con gomme Soft per sfruttare la maggiore aderenza nelle prime curve, rendendo questa gara solitamente a due soste.

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Il Gran Premio del Giappone è celebre non solo per il tracciato, ma anche per l'atmosfera inconfondibile che si respira intorno al circuito. I tifosi nipponici, noti per la loro passione e creatività, riempiono le tribune vestiti spesso con tute da corsa e bizzarri copricapi senza mai far mancare il supporto ai vari i piloti.

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La terza gara del campionato vedrà il debutto stagionale della C1, la mescola più dura della gamma 2025, che sarà accompagnata dalla C2 e dalla C3. Del resto, il tracciato di Suzuka è uno dei più severi per gli pneumatici nel calendario iridato ed è tradizione che Pirelli selezioni per questo appuntamento il tris di mescole più duro. Va anche tenuto presente che l’asfalto è stato rifatto per una parte significativa del tracciato: dall’uscita dell’ultima chicane fino alla fine del primo settore. Un tratto importante perché comprende curve a media e alta velocità, anche a lunga percorrenza, come le prime due in fondo al rettilineo di partenza, e sulle quali le gomme vengono stressate in maniera significativa. Oltre alla già citata novità relativa al manto stradale, altri piccoli ritocchi sono stati apportati rispetto allo scorso anno, con alcuni cordoli e aree erbose che sono stati modificati. I cambiamenti più significativi hanno interessato la curva 9, dove il cordolo singolo è stato sostituito con un cordolo doppio più alto, e le curve 2, 7, 9, 14 e 17, dove le aree esterne in erba sintetica sono state sostituite con della ghiaia.

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Come ricordato in precedenza, a Suzuka ci saranno le tre mescole più dure della gamma. Va peraltro sottolineato che se la C1 è la mescola più simile alla sua versione 2024, C2 e C3 – soprattutto la prima – sono quelle che, invece, sono state più modificate in termini di prestazione, rendendole più morbide rispetto allo scorso anno. Sarà quindi interessante verificare in pista come le squadre gestiranno l’allocazione dei pneumatici durante le tre sessioni di prove libere a disposizione per cercare l’assetto migliore della monoposto, con più di un occhio per la strategia di gara.

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Le simulazioni della vigilia – realizzate sulla base dei dati forniti dalle squadre – indicano un miglioramento dei tempi sul giro, dovuto alla combinazione fra l’effetto del nuovo asfalto in termini di grip e il progresso prestazionale delle vetture 2025, valutabile attorno al secondo e mezzo, un dato che sarà verificato già il venerdì nelle prime due ore di attività di pista. Sempre in base ai dati forniti dalle squadre, i tecnici della Pirelli hanno adeguato leggermente le prescrizioni relative alle pressioni minime di partenza in maniera bilanciata fra i due assi: all’anteriore è stata abbassata di mezzo psi (da 25 a 24,5) e aumentata della stessa quantità sul posteriore (da 23 a 23,5). Come sempre, i dati raccolti il venerdì saranno prontamente analizzati per verificare la rispondenza delle simulazioni alla realtà e, nel caso fosse necessario, regolarsi di conseguenza. Sarà importante verificare se, come si è visto in Cina nella seconda gara della stagione, l’asfalto nuovo avrà un impatto molto rilevante sulle prestazioni e anche quale sarà il ritmo di evoluzione della pista, considerato che quello di Suzuka è uno dei circuiti più utilizzati durante l’anno (già due gli eventi competitivi ospitati nel 2025).

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Suzuka è una delle piste più probanti per i pneumatici, soprattutto per le forze laterali cui sono sottoposti. Nella scala usata da Pirelli per classificare le piste il valore di riferimento per Suzuka è il più alto (5), condiviso con Barcellona, Silverstone, Spa, Zandvoort e Lusail. Quali tipi di forze sono esercitate su una gomma in una competizione estrema come la Formula 1? I pneumatici sono soggetti ad una serie di forze complesse che influenzano direttamente le loro prestazioni e la loro durata. Le forze principali che agiscono sull’unico punto di contatto tra la vettura e la pista sono verticali, laterali e longitudinali. Le prime derivano dal peso della vettura e dal carico aerodinamico generato dalle ali e dal fondo. Quelle laterali vengono generate quando la monoposto percorre una curva: il peso viene trasferito verso l’esterno della curva, generando forze laterali che aumentano in funzione della velocità di percorrenza – possono arrivare fino a 4G - e mettendo così sotto stress gli pneumatici. Accelerazioni e violente frenate – tipiche, ad esempio, di tracciati con curve a basso raggio collocate al termine di lunghi rettilinei – producono su uno pneumatico forze longitudinali che possono arrivare anche a 5G.

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La terra dei ciliegi in fiore (in giapponese “sakura”) ha ospitato fino ad oggi 40 Gran Premi validi per il Campionato del Mondo di Formula 1, il primo nel 1976, su tre circuiti diversi. Due di questi furono denominati Gran Premio del Pacifico e si disputarono nel 1994 e nel 1995 sul circuito di Aida. Il Gran Premio del Giappone si è corso 38 volte, di cui quattro (1976, 1977, 2007 e 2008) sul tracciato del Fuji e i rimanenti 34 a Suzuka, la prima volta nel 1987.

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Michael Schumacher è il pilota più vincente in Giappone. Oltre ai sei successi conquistati a Suzuka (uno con la Benetton, cinque con la Ferrari), il sette volte campione del mondo ha vinto entrambe le gare di Aida, sempre con la Benetton. L’altro pilota che condivide con Schumacher il primato di titoli iridati – Lewis Hamilton – è secondo con cinque successi (uno al Fuji, quattro a Suzuka). Fra le squadre, la McLaren conduce la classifica con nove vittorie davanti a Ferrari e Red Bull (sette ciascuna). In termini di pole position ancora Schumacher (otto) primeggia fra i piloti mentre fra le squadre è prima la Ferrari (10).

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Lo spostamento della data del Gran Premio del Giappone nella parte iniziale del calendario ha spogliato questo appuntamento della possibilità di ospitare l’assegnazione del titolo di campione del mondo. Fino al 2023 ben quattordici volte il titolo è stato infatti assegnato in Giappone. Ayrton Senna ha vinto tutti e tre i suoi titoli iridati a Suzuka (1988, 1990 e 1991), Schumacher ne ha conquistato uno ad Aida (1995) e due a Suzuka (2000 e 2003), Mika Hakkinen entrambi a Suzuka (1998 e 1999). Gli altri iridati in Giappone sono stati James Hunt (1976), Nelson Piquet (1987), Alain Prost (1989), Damon Hill (1996), Sebastian Vettel (2011) e Max Verstappen (2022).

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L'azione in pista in Giappone inizierà venerdì con la prima sessione di prove libere alle 11.30 locali (4.30 CEST), seguita dalla seconda sessione alle 15 (8 CEST). Sabato 5 aprile vedrà l'ultima sessione di prove libere alle ore 11.30 locali (4.30 CEST) mentre le qualifiche saranno alle 15 (8 CEST). Il Gran Premio del Giappone prenderà il via domenica 6 aprile alle 14 locali (7.00 CEST) sulla distanza di 53 giri pari a 307,471 chilometri.

Foto by Pirelli